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lunedì, ottobre 03, 2005
Non ce n'è uno che sia rimasto. Tutti andati. Tutti spariti, spartiti tra mulattiere e sentieri in tufo che profumano d'acqua. Solo un cane a guardare la recinzione stirata, da un'auto strinata, sul campo di soia. Tutti scappati e non so che fine abbiano fatto; forse qualcuno starà congelando, mentre qualcun altro starà marcendo incastrato sotto un ponte. I più fortunati moriranno influenzati. Mi spiace, perché non erano polli di allevamento e la lattuga nell'orto ora soffoca la verza. Mi spiace, perché li conoscevo bene e avevano nomi di poeti e scrittori, e non cantavano solo per paura dei falò. E non costruirò più un pollaio così vicino ad una strada in curva; per qualche giorno spargerò ancora avanzi di frutta ai piedi della loro scala, ma so che non torneranno più. Questi se li è presi la libertà; e al ragazzo ubriaco con l'occhio scheggiato dallo specchietto retrovisore farò avere notizie dal mio avvocato. Polli NON di allevamento non hanno prezzo. Piango.
postato da: melvingaez | 18:21
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